La tassazione e lo sgravio fiscale per chi investe in startup innovative attraverso il crowdfunding

Il crowdfunding, ormai, è un fenomeno che negli ultimi anni sta avendo una risonanza sempre più ad ampia scala. Sempre più finanziatori investono i loro soldi in startup e progetti della natura più varia, attraverso le apposite piattaforme online che forniscono un punto d’incontro tra aziende e possibili sostenitori.

 

L’investimento in equity crowdfunding, essendo strettamente collegato al finanziamento di start-up e le PMI innovative, gode di alcuni sgravi fiscali. In particolare sono previste detrazioni fiscali per le persone fisiche e crediti di imposta per le persone giuridiche, che si sono evolute nel corso del tempo.
Tali agevolazioni per l’equity crowdfunding «sono previste dall’art. 29 (commi 1, 4 e 7) del D.L. n. 179/2012 e sono riconosciute ai soggetti passivi IRPEF, di cui al Titolo I del TUIR (vale a dire persone fisiche, enti non commerciali, imprenditori individuali, soggetti che producono redditi in forma associata) ed ai soggetti passivi IRES, di cui al Titolo II dello stesso TUIR (ad esclusione delle start up innovative, degli incubatori certificati, degli organismi di investimento collettivo del risparmio – OICR – e delle altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative).
Per soggetti IRPEF, l’incentivo si concretizza in una detrazione dall’imposta lorda pari al 30% delle somme investite nel capitale sociale di una o più start up innovative. L’investimento massimo detraibile non può eccedere l’importo di 1.000.000 di Euro, per ciascun periodo di importo agevolato, per un risparmio massimo conseguibile pari a 300.000 Euro anno. Per i soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice l’importo per il quale spetta la detrazione è determinato in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili.

I soggetti IRES, invece, godono di una deduzione dal reddito pari al 30% dei conferimenti rilevanti effettuati. L’investimento massimo deducibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1,8 milioni di Euro e comporta, quindi (considerando l’aliquota IRES al 24%), un risparmio IRES massimo all’anno di 129.600 Euro. 

 

Per quanto riguarda la tassazione del social lending crowdfunding, essa venne rivista verso la metà di dicembre 2017. In tal senso il legislatore italiano decretò che «dal 1° gennaio 2018 sarà applicata un’aliquota al 26% sugli interessi percepiti da chi presta denaro attraverso piattaforme digitali. Nello specifico, il nuovo emendamento prevede la stessa tassazione applicata oggi ai redditi degli strumenti finanziari, anziché l’aliquota marginale applicata ai redditi personali IRPEF».

1 commento su “La tassazione e lo sgravio fiscale per chi investe in startup innovative attraverso il crowdfunding”

  1. Ho letto con piacere l’argomento degli sgravi fiscali delle start-up innovative nel crowfanding, avevo delle domande : se si volesse aprire una startup del tipo ( acquisto mercato libero , e aste aggiudicate ) , per accreditarsi a siti di crowfanding e farsi finanziare da prestatori , che tipo di statuto deve avere? Potreste mettermi in contatto con un professionista , che mi dia tutte le info per aprire una start-up di questo tipo e godere degli sgravi fiscali ?
    Grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.